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VENERDI’ 12 MARZO 2010
CERIMONIA PER COMMEMORARE I
QUATTROCENTO ANNI
DALLA PUBBLICAZIONE DEL "SIDEREUS NUNCIUS"
L'EPOPEA
DELL'ASTRONOMIA
NEL SECOLO DI
GALILEI
CLAUDIO FIRMANI
Osservatorio Astronomico di Brera
National University of Mexico
Il 12 marzo del 1610 Galilei pubblicò il "Sidereus Nuncius".
Quest'opera aprì il cammino alla nozione scientifica di verità,
nei secoli successivi essa influirà su tutte le sfere del sapere.
ORE 20.45
Biblioteca Civica “A. Manzoni”
Piazza Riva Spoleti 1, Merate
Ingresso libero
CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI MERATE
Il 12 marzo 1610 uscì
pubblicato il “Sidereus Nuncius”, nel quale Galileo Galilei esponeva i
risultati delle prime osservazioni astronomiche realizzate con un telescopio.
Quest’opera risultò fondamentale in due aspetti. Il primo riguardava la
scoperta astronomica, che poneva in difficoltà la vecchia visione tolemaica del
mondo, mentre offriva prove in favore della nuova teoria copernicana. Il
secondo aspetto, che doveva risultare più importante del primo, riguardava la
nascita di un metodo scientifico che si proponeva di interrogare la realtà con
i mezzi tecnici opportuni per verificare la validità o meno di ogni affermazione.
Con il “Sidereus Nuncius” nasceva la scienza moderna, affrancata ormai dai
vincoli di indole filosofica e teologica nei quali era rimasta rinchiusa durante
il Medio Evo. L’Opera fu ricevuta immediatamente in Europa con grande
interesse. Essa contribuì a generare un’atmosfera nuova, che accelerò lo
sviluppo di una scienza moderna con un rigoroso concetto di conoscenza e allo
stesso tempo diffuse il metodo scientifico in tutti gli ambiti del sapere. Da
ciò nacque anche una moderna visione dello stato e con essa si avviò quella
conversione dell’uomo da suddito in cittadino che aprì il cammino verso la
libertà.
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